
Storia
Un po' di storia

"Nella sua semplicità, il cesto è una delle massime espressioni della capacità elaborativa della mente umana. L'arte dell'intreccio è l'acquisizione tecnica più antica e più diffusa della terra (…) L'intuizione del cesto, sicuramente, nasce dall'osservazione di fenomeni naturali, quali il fitto intreccio della vegetazione nelle boscaglie, le tane degli animali, i nidi degli uccelli ecc. All'imitazione è seguita la sperimentazione, la ripetizione e infine l'acquisizione tecnica." (Diana Poidimani, La cesteria, un’arte millenaria, pag. 5)
L'arte di intrecciare cesti è antichissima, precedente a quella della tessitura e della ceramica, e se ne trovano tracce fin dal periodo neolitico.
Le prime testimonianze della produzione di cesti risalgono al neolitico, l'intreccio di fibre vegetali, probabilmente tra le prime opere di artigianato, precede e prepara la nascita della tessitura. Anche se i reperti sono scarsi, per la difficoltà di conservazione dei materiali, la produzione di cesti era già presente in Asia Minore nel IX millennio, testimonianze risalenti al 7000 a.C. a Shanidar, Iraq; al 6000 a.C. Jarmo, Iraq e all'8000 a.C. Çatal Hüyük, Turchia; nella grotta Santa Croce di Bisceglie in Puglia è stato rinvenuto un manufatto ad intreccio antecedente al 6555 a.C.
La cesteria è la produzione di cesti e altri oggetti di intreccio, tra le opere di artigianato una delle più antiche del mondo. Possiamo pensare infatti che l'uomo, da sempre, abbia avuto necessità di contenitori per introdurvi i frutti naturali che raccoglieva. Da ciò la necessità di intrecciare foglie, arbusti di qualsiasi genere per costruire un contenitore. I primi intrecci saranno stati sicuramente molto semplici, col tempo perfezionati fino ad arrivare gli intrecci molto complessi che possiamo trovare oggi in varie parti del mondo. L'arte dell'intreccio si è tramandata verbalmente da uomo a uomo. I cesti più antichi risultano quelli trovati nel sito archeologico delle Navi di Pisa a San Rossore, in quel luogo infatti si sono venute a creare le condizioni per la conservazione di manufatti così delicati che generalmente non resistono all'usura del tempo.
I cesti possono essere di ogni forma e dimensione in rapporto all'uso, vengono realizzati con tecniche e materiali diversi se usati come contenitore, come gabbia o imballaggio.
Oltre ai cesti ogni contadino sapeva costruire tutto ci che gli serviva per la propria attività in campagna e nella vita di tutti i giorni, così nei musei della civiltà contadina, sparsi un po' in tutt'Italia, possiamo trovare intrecci di tutti i tipi ed in qualche caso davvero curiosi come graticci, ceste per le chiocce, portafiaschi, girelli e culle per neonati ed altri cesti dalle forme più strane, ma che avevano tutti una loro funzione specifica.
Recentemente (ma nessuno sa dove e quando precisamente ciò sia avvenuto) all'utilizzo delle fibre vegetali naturali (sempre più difficile da reperire in natura e sempre più dimenticata a causa dell'abbandono dell'attività contadina tradizionale) si è affiancato l'uso della carta come materiale per l'intreccio, favorito dalla quantità e dalla facilità nel reperire carta da riciclo.
Molto diffusa in sud America e nell'est Europa, da qualche anno questa tecnica si sta diffondendo molto anche in Italia e sempre più spesso si possono trovare ceste in carta sulle bancarelle dei mercati dell'artigianato.